Il vantaggio nell'uso del propagatore rispetto alla soluzione classica dell'equazione di Schroedinger sta nel fatto che esso si presta ad una trattazione molto elegante ed utile dei problemi di scattering con la teoria perturbativa, che continua a valere anche nell'estensione relativistica.
Se infatti conosciamo la soluzione di un problema semplice di hamiltoniana
, per il quale il propagatore
è noto,4.3 una volta che aggiungiamo una
interazione
avremo per
l'equazione:
Per dimostrarlo possiamo sfruttare un teorema che dice che equazioni come la (3.9) hanno una soluzione unica; allora se verifichiamo che effettivamente la (3.10) la soddisfa e soddisfa pure la condizione al contorno siamo a posto; applichiamo allora a quest'ultima la parte imperturbata dell'operatore differenziale; otteniamo:
La (3.10) è la formula fondamentale che permette di
sviluppare con la teoria del propagatore il calcolo perturbativo; infatti
utilizzandola per
dentro l'integrale a secondo membro si
ottiene:
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Questa ultima formula ha una interessante interpretazione in termini che
assomigliano a quelli che in modo più elaborato saranno i diagrammi di
Feynmann; se guardiamo in fig. 3.1 tenendo presente la
(3.11) possiamo vedere come si costruisca il propagatore
esatto come somma dei vari termini in approssimazioni successive; il primo è
banalmente il propagatore libero che porta direttamente da
a
senza considerare l'interazione; il
secondo è la prima correzione che si costruisce con una propagazione libera
fino al punto intermedio
dove si aggiunge l'interazione
col potenziale per poi proseguire col propagatore libero fino al punto finale,
integrando su tutti i possibili punti intermedi. Allo stesso modo, usando due
interazioni intermedie, si effettua la correzione del secondo ordine, e
analogamente per i termini successivi; si noti poi che l'uso del propagatore
ci evita di dover imporre nelle integrazioni che i tempi siano posti in
sequenza crescente, come nella figura, per tener conto della causalità.