Prima di cercare le soluzioni dell'equazione di Dirac, conviene esaminare meglio le proprietà del gruppo delle trasformazioni di Poincarè (cioè le trasformazioni di Lorentz più le traslazioni). Per farlo cercheremo l'espressione esplicita dei generatori del gruppo nella rappresentazione che se ne da nello spazio degli spinori.
L'algebra di Lie del gruppo di Poincarè è costituita da 10 generatori, i 4
generatori delle traslazioni che indicheremo con e i 6 generatori delle
trasformazioni di Lorentz generalizzate (boost e rotazioni) che indicheremo con
(e
); le regole di commutazione di tale
algebra sono:
Dati i generatori gli operatori di traslazione e rotazione si ottengono esponenziando, e cioè con le espressioni:
Adesso bisogna stare attenti a non confondere questi operatori di trasformazione con le matrici che ci danno la trasformazione delle coordinate; nel caso di trasformazioni di coordinate infatti trasforma il sistema di riferimento, mentre lo spinore, come ente geometrico astratto, resta lo stesso e si va soltanto a cercarne l'espressione in componenti nel nuovo sistema di riferimento. Nel nostro caso invece gli operatori non toccano il sistema di riferimento, ma vanno ad agire sugli spinori trasformandoli punto per punto; però siccome sappiamo come trasformano le componenti degli spinori quando le stesse trasformazioni sono applicate al sistema di riferimento, potremo usare queste proprietà per trovare l'espressione di questi operatori.
Indichiamo allora con lo spinore (qualsiasi) da cui partiamo, inteso
come ente geometrico astratto e con
il suo trasformato, mentre con
e
indicheremo le componenti di detti spinori in un punto
generico di coordinate
del sistema di riferimento (qualsiasi)
. Se
adesso consideriamo il sistema di riferimento
ottenuto da
con la
stessa trasformazione che abbiamo applicato a
in esso otterremo che
(avendo trasformato spinore e sistema di riferimento insieme) che le
componenti dello spinore
in un punto generico
di
sono uguali
a quelle che ha lo spinore originario
nel punto con le stesse
coordinate in
, il che, in formule, significa:
Adesso per capire a quali trasformazioni si riferiscono gli operatori
(2.58) occorre fare qualche passo avanti; le
(2.59) e
(2.60) infatti sono delle relazioni relazioni
fra quantità espresse in sistemi di riferimento diversi e non ci servono a
vedere come agiscono gli operatori di trasformazione, perché per vederlo
bisogna trovare cos'è lo spinore trasformato rispetto all'originale nello
stesso sistema di riferimento. Il fatto di aver usato solo traslazioni e
trasformazioni di Lorentz però ci permette, con le espressioni trovate al
§2.3.4 per i cambiamenti di sistema di riferimento, di
riportare le quantità che nelle (2.59) sono
espresse in a quelle in
.
Cominciamo dalla (2.59); vogliamo trovare
in
; per questo si usa la trasformazione che ci da
gli spinori in
da
, ottenendo:
Adesso si tratta di stabilire quale delle (2.61) e
(2.62) sia da applicare con gli operatori
(2.58); ricordiamoci che per definizione essi sono quelli che,
assegnato un campo spinoriale qualsiasi (l'analogo di un campo vettoriale, in
cui in ogni punto dello spazio è assegnato uno spinore invece di un vettore)
prendono lo spinore nel punto
e lo mandano (ruotandolo o
traslandolo) nel punto trasformato
; allora lo spinore trasformato
è quello che ha le componenti
nel punto trasformato
, ma dalla (2.62) è evidente
che:
Adesso possiamo esaminare le rotazioni; in questo caso dovremo ricordarci le espressioni per le trasformazioni infinitesime delle coordinate (2.28) e degli spinori (2.29) trovate al § 2.3.2; si otterrà così:
Come nel caso tridimensionale il momento angolare non è invariante per
traslazione in quanto è evidente che questo, per una traslazione
acquista un termine
, mentre non c'è nessun effetto
sul momento angolare intrinseco; per avere un vettore connesso solo a
quest'ultimo allora si costruisce il vettore di Pauli-Lubansky:
La quantità più interessante non è però quanto il suo modulo quadro
che è il secondo operatore di Casimir del gruppo di Poincarè (il primo è
); dalla teoria dei gruppi allora otteniamo che ogni rappresentazione di
tale gruppo su uno spazio vettoriale è caratterizzata da un valore preciso di
questi due operatori; nel caso di
sappiamo già che per l'equazione di
Dirac esso fissa la massa della particella; vedremo che per
otterremo lo
spin; nel nostro caso per calcolarlo si può andare nel sistema solidale, nel
quale conosciamo l'espressione di
; si ha così: